L'Italia e la Destra dietro l'angolo

30 aprile 2023

di Gianpiero Di Fiore

A distanza di cento anni dalla presa del potere e ad ottanta dalla caduta della dittatura, gli epigoni del regime fascista sono tornati al governo del nostro Paese.

Un percorso lungo, che attraversa tutta la “Prima Repubblica” con il MSI di Almirante, poi la guida di Fini con la trasformazione in Alleanza Nazionale durante gli anni della cosidetta ”Seconda Repubblica” per approdare infine dal 2012 a FDI affidato prima a Crosettto e successivamente alla Meloni; essi esprimono la Presidente del Consiglio e la maggioranza del personale di governo tra ministri e sottosegretari, d'altronde FDI è il primo partito politico italiano nell’attuale governo di Destra-Destra, composto con i turbo-liberisti della Lega e con l’appendice liberal-conservatore di FI, esercita una reale egemonia sulla coalizione.
⁠Egemonia costruita dopo la stagione pessima dei governi Berlusconi e Salvini, rispettando la tradizione novecentesca del partito di massa organizzato sul territorio, con funzionari e militanti che “si fanno” con una lunga gavetta.
⁠Dopo circa sei mesi di governo un primo bilancio della loro azione si può cominciare a fare e si delinea, in un modo sempre più chiaro, il connubio perverso tra un liberismo estremizzato in campo economico sociale e una attitudine alla restrizione nel campo dei diritti sia individuali che collettivi, ottemperando alla triade “Dio Patria e Famiglia” sempre buona per i reazionari di tutte le latitudini.

Bastano pochi esempi per poter dare l’immagine di questo Governo, forte con i deboli e debole con i forti: proposte come l’Autonomia Differenziata Regionale che scaverà un solco insormontabile tra il sud e il nord del nostro Paese, l’abolizione del Reddito di Cittadinanza, il prolungamento a 36 mesi dei contratti a tempo determinato, l’indifferenza verso le crisi industriali, l’aiuto evidente dato all’evasione fiscale con la depenalizzazione di una serie di norme, come definire tutto ciò se non un’inno al lasseiz-faire?

E dall’altro lato con la criminalizzazione dei rave party giovanili, la criminilizzazione del consumo di droghe leggere, la volontà di reprimere il dibattito democratico nelle scuole, il no alla maternità eterologa, il no all’adozione dei bambini da parte delle coppie omosessuali, la criminalizzazione dell’immigrazione con l’abolizione della protezione speciale per gli immigrati richiedenti asilo e si potrebbe continuare fino alle farneticanti dichiarazioni razziste della sostituzione etnica fatte da esponenti governativi...

Con questi provvedimenti si delinea chiaramente una precisa idea di società: gerarchica, discriminatoria, liberista in economia e quindi esplicitamente avversa alla classe lavoratrice, razzista verso gli immigrati, utili solo come lavoratori schiavi nei vari comparti produttivi, per finire all’immagine che si vuole dare della donna utile solo per fare figli dato che l’Italia è colpita da una denatalità tale che ci porterà in pochi decenni al dimezzamento della popolazione.
⁠Ci si vuole proporre un’idea reazionaria di società che fa a pugni sia con la realtà contemporanea che con la nostra Costituzione.

Interessante è soprattutto la volontà di distruggere la presunta egemonia della sinistra sul piano culturale e qui il ruolo del ministro Sangiuliano è centrale, dato che ha addirittura scomodato Dante, come primo italiano di destra in Italia(?); sembra un po' azzardato come esempio, anche per la storia personale del sommo poeta, ma d'altronde Foscolo o Leopardi sarebbero apparsi ancora più improbabili…

Insomma la loro vulgata è che la Resistenza, la Costituzione figlia della Resistenza, lo statuto dei lavoratori, la conquista del SSN e della scuola pubblica, la democratizzazione della magistratura e dei corpi di polizia, l’accesso generalizzato e di massa all’università, l’attuazione della progressività fiscale e la conquista dei diritti civili conquistati in questi ultimi decenni sono una parentesi della storia d’Italia, una storia che si dipana nei secoli attraverso un conservatorismo di fondo interpretato bene dal motto Dio Patria e Famiglia.
⁠Bene, se c’è una cosa che li sconfessa, è proprio la storia del nostro Paese che appare ed è un movimento continuo di lotta per il riscatto sociale e politico della società nel suo complesso.
⁠Per limitarci agli ultimi duecento anni, appare evidente il ruolo della borghesia con il Risorgimento, con le varie fasi rivoluzionarie del 1821 e del 1848 e l’esempio eccelso della Repubblica Romana, per non parlare del “terrorista” Mazzini ricercato dalle polizie di tutta Europa o del contributo fondamentale al pensiero sulla giustizia di Beccaria. Una borghesia su cui si innestò profondamente il pensiero illuminista della Rivoluzione francese e che ha dato frutti fecondi per tutto l’ottocento.
⁠Anche le classi lavoratrici hanno contribuito al progresso civile e democratico dell’Italia sia con le lotte che con il pensiero, ricordiamo qui sia l’anarchico Malatesta che il marxista Labriola, per finire all’intellettuale che tutto il mondo ci invidia, Gramsci.

Se c’è una cosa che appare come una parentesi, questa si interprete di una volontà ed un pensiero retrogrado, è la famiglia reale dei Savoia; durante il loro potere nell’Italia unita hanno scientemente agito contro ogni desiderio di riformismo borghese e riscatto popolare. Dalla repressione violenta del “brigantaggio”, a quella altrettanto violenta dei Fasci Siciliani, dalle cannonate sugli scioperanti di Bava Beccaris alle guerre coloniali infarcite di crimini di guerra.

Ma sicuramente la nefandezza più grande è stata quella di aver aiutato Mussolini e il fascismo a prendere il potere e trascinare tutti noi in una dittatura orribile e sanguinaria, con il corollario finale di una guerra disastrosa.

⁠Questa è, senza dubbio, la storia e la cultura da mettere tra parentesi e da non ripetere mai più.
⁠Per questo è importante conoscere e studiare chi siamo stati, perché il pericolo di una deriva antidemocratica e liberticida non è stato sconfitto per sempre, è sempre dietro l’angolo e può assumere molte forme; sicuramente è difficile che assuma i contorni nostalgici del ventennio, ma un vento reazionario e sovranista soffia forte non solo nel nostro continente, come definire altrimenti la politica di Trump negli USA o di Bolsonaro in Brasile?

Qualcuno in questi giorni ci ha ricordato che la nostra Costituzione non sta dietro le nostre spalle bensì sta davanti a noi tutti, perché quegli ideali di unione tra libertà ed uguaglianza sono ben lungi da essere raggiunti, non dobbiamo mai sentirsi appagati o soddisfatti e stante la situazione attuale non ne abbiamo certamente il diritto.