Socialisti, anarchici, comunisti, sindacalisti, massimalisti, riformisti. E il ricordo di un caro amico.

07 luglio 2023

di Maurizio Cerroni

Questa è la storia politica di uomini e di donne. Questa è una storia di lotte, emancipazione e libertà. Questa è la storia di una città, Ceccano. E dei socialisti Ceccanesi! Partiamo da lontano. Il "Biennio rosso" in Ciociara, è il titolo di un libro di Maurizio Federico. Ceccano allora fu il centro prepulsore di un vasto movimento di lotte contadine. Una immagine che riassume bene il periodo è una famosa foto associata ai titoli dei giornali dell'epoca che raccontarono la protesta dei "3000 contadini in piazza a Ceccano guidati dall'avvocazo Marzi e Giuseppe Ballarati".

Era viva un'attività di ribellione e di rivendicazioni in quegli anni a Ceccano, e ancora prima c'era una presenza di nuclei di anarchici in città, in particolare nelle attività artigianali. Una figura di spicco di valore nazionale è l'anarchico ceccanese Aristide Ceccarelli.

La nostra città fu teatro di una lunga storia di lotte per l'emancipazione dei contadini prima, e degli operai dopo. La città di Ceccano, quindi, nel corso dei decenni divenne il centro propulsivo per la formazione di gruppi dirigenti, socialisti, comunisti, antifascisti e sindacalisti, di grande valore.

Immagine - Socialisti, anarchici, comunisti, sindacalisti, massimalisti, riformisti. E il ricordo di un caro amico.

Una data significativa per la città di Ceccano è rappresentata dalla vittoria alle elezioni amministrative del 3 agosto del 1914 da parte della lega dei contadini. Perciò, all'unanimità il consiglio comunale elesse Giovanni Funari Sindaco: "ad un conte succedeva un contadino".

Il 3 Ottobre 1921, i socialisti vinsero le elezioni amministrative e la lista popolare venne battuta.

Pochi giorni dopo, il 17 ottobre, il consiglio comunale elesse Filippo Colapietro Sindaco, e sue vice Toto Bragaglia. Ma si sta avvicinando la lunga notte che avrebbe portato alla fine della democrazia e al ventennio fascista. Notte di terrore, prepotenze, sorprusi, carcere e assassini di persone.

Anche a Ceccano. Il 3 aprile 1921, una squadraccia fascista assaltò il Palazzo Comunale. Vennero bruciate carte, libri e bandiere, in una sorta di preludio al ventennio fascista in Italia. Solo la resistenza, con la fine della guerra, avrebbe portato la liberazione dal fascismo. E con la resistenza, la ritrovata libertà. Fu l'antifascista Vincenzo Bovieri, comunista, il primo Sindaco di Ceccano, eletto subito dopo la guerra nel 1944 dal CLN (Comitato Liberazione Nazionale). A Ceccano si ritornò finalmente alla politica. Quel periodo venne caratterizzato dalle divisioni tra socialisti e comunisti, in particolare tra l'avvocato Ambrosi e Romolo Battista.

Nel 1946 si tennero le prime elezioni amministrative, dopo la ritrovata libertà. La lega dei contadini (con il simbolo falce martello e libro) e il PSI, vinsero le elezioni. Il 27 Ottobre 1946 il consiglio comunale elesse sindaco Pietro Colapietro. Negli anni della ricostruzione dell'Italia e della rinascita del Paese, anche nella nostra provincia ci fu l'esperienza dei cosiddetti "scioperi alla rovescia", cioè si potestava lavorando. Ancora, non dimentichiamo che quella fu la stagione dei cantieri scuola, in cui furono impiegati migliaia di persone e vennero costruite importanti opere pubbliche; l'Italia si caretterizzò così nel dopoguerra per l'impegno nella ricostruzione e per un grande sviluppo socio economico. E proprio allora si aprì una nuova stagione per la politica, per i movimenti e le tante conquiste di nuovi diritti. Diritti che in quel periodo furono sempre accompagnati dalle lotte per il lavoro, il salario e la partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica.

La mia prima formazione politica è avvenuta assistendo alle tante discussioni in famiglia. Sono cresciuto, infatti, in una famiglia di socialisti e comunisti. La zona di Ceccano dove sono nato e cresciuto, la contrada Pescara/Celleta, era molto politicizzata, era la zona cosiddetta rossa. Il fulcro, il luogo di incontro, era il bar di Gigi. Poi, i luoghi della militanza attiva erano le sezioni, vere palestre della politica. Una lunga attività politica amministrativa mi ha legato in un duraturo rapporto con i socialisti ceccanesi, sia livello Comunale che provinciale, per le diverse attività alle quali sono stato chiamato: da Sindaco di Ceccano, e in particolare per i tre mandati da consigliere e capo gruppo PCI/DS in consiglio provinciale, quindi da presidente ASI di Frosinone.

La storia politica della nostra città ha rappresentato un faro per tante delle lotte di riscatto, progresso e libertà dei cittadini della nostra provincia. Il ricordo indelebile va al nostro compagno senatore Angelo Compagnoni.

La presenza organizzata delle leghe contadine è stata forte a Ceccano, in particolare ricordiamo la presenza attiva nell'organizzazione di una donna: Elena Giudici. Dunque, come ricorda Angelino Loffredi, da una notizia riportata dal giornale L'Avanti: "Il 7 novembre del 1920 viene aperta la sezione socialista di Ceccano, nei locali in via M d Loco su iniziativa di Toto Bragaglia amministratore del Comune, insieme ad altri Pietro Gizzi, Mattia Staccone, Pietro Catozzi, (Alcuni di loro da lì a breve seguendo la scissione di Livorno e la fondazione del PCI 1921, guidati dall'avvocato Domenico Marzi)".

La storia amministrativa dei Socialisti ceccanesi continuò dopo la guerra, con tanti dirigenti ben radicati nel territorio, che voglio qui ricordare: Gizzi Amedeo, Walter Abruzzese, Viola, Lucio Giovannone, Bia Capocetta, Dannibale Salvatore, Dannibale Vincenzino, Loffredi Michele, Lellenzo Masi, Carlo Spinelli, Antonio Ciotoli, Matteo Maura, Vincenzo Bracagia, Pio Spinelli, Pietro Cipriani,Pasqualino Vicheni, Roberto Celenza, Carlini Lorenzo , Romolo Pizzuti, Romeo Barletta,vColombo De Camillis, Angelino Stella, Ricci e Casalese. Ancora, Gerardo Masocco presidente lega Coop provinciale e animatore del circolo Arci di Ceccano, Carmelina Spada, Salvatore Di Pofi, poi area socialdemocratica, il Dott.Panfili, Di Mario Felice, Adriano Di Mario, Diana Dante, Giovanni Montoni, Querino Bartoli, Capuani di colle S.Paolo. poi, la storica cellula Socialista del Santa Maria della Pietà di Ceccano, Ettore Angeletti, Capulli, Malizia Giovanni, Molinari, il Dott. Pasquale Antignani, e ancora prima il primario dell'ospedale di Ceccano il Prof. Bellusci. Non posso dimenticare un nutrito nucleo di socialisti all'interno dello stabilimento Annunziata, con Pasquale Malizia, e Di Mario.

Negli anni '90, ricordiamo Angelo Ciotoli vice sindaco 1994, Mattone Pietro vice Sindaco nel 1998.

Per ritornare indietro nel tempo, sicuramente la radice anarchica e ribelle è stata molto forte tra gli artigiani - tanto che molti erano i socialisti tra i falegnami. I socialisti avevano pure un solido legame e un radicamento nelle contrade ceccanesi, con una presenza importante nelle lotte della lega contadina, evidenziati con il governo del comune.

I socialisti, in seguito, si caratterizzeranno per la loro autonomia nei governi a livello locale con la DC o con le giunte rosse con il PCI, esprimendo ottimi amministratori locali, sia a livello comunale che provinciale dove erano presenti con due gruppi, PSI e PSD socialdemocratici: Elio Giovannini, Memmino Merfi, Antonio Torriero con PSD socialdemocratici, Massimo Struffi, Alberto Caré, Filippo Materiale, Cesare Natalizzi, Michele Leva, Ranaldi,Cesare Novelli, Angelo Ruggero, Mario Coratti, Paride Quadrozzi, Gerardo Vacana Alberto Casale con il PSI.

Nel sindacato, erano presenti tanti dirigenti di area socialista, con figure come Berardinelli, Bruno Comegna, Tarcisio Tarquinio, Matassa, Meneghini, Coniglio Domenico Fracasso, Caruso Antonio.
⁠Inoltre, i socialisti hanno espresso figure di di caratura nazionale per i ruoli che lungamente hanno ricoperto nel partito e nelle istituzioni in parlamento: parlo del senatore Dante Schietroma e del Senatore Minnocci, l'avvocato Aldo Sica, Vincenzo Pizzutelli. Un ruolo importante di guida politica e con incarichi regionali e nazionali lo ha ricoperto l'onorevole Gianfranco Schietroma. Negli stessi anni, una figura di spicco è stata il socialista Peppino Paliotta. Dobbiamo ricordare ancora socialisti impegnati nel partito e nelle istituzioni, come Guido Varlese Cassinare e Mattone di Castro dei Volsci, che sono stati consiglieri regionali.

Ho voluto fare questo percorso nella memoria, breve e sicuramente manchevole di tanti altri nomi e fatti che andrebbero raccolti e raccontati meglio. L'ho fatto pensando al mio caro amico e compagno di tante battaglie politiche amministrative: Giovannino Montoni. Un gigante buono. Un vero signore verso il prossimo. Stimato dai suoi compagni e apprezzato per le sue doti umane dagli avversari.

Sono stato eletto in consiglio comunale per la prima volta nel PCI, mentre lui nella lista PSD, nel lontano 1980. Ho condiviso con lui quasi 30 di attività in consiglio e in giunta municipale. È vero che il centrosinistra ha segnato la vita politica ceccanese con vittorie che andavano oltre il 60% dei voti, però ci sono state vittorie anche con il centrosinistra diviso. Perché la base elettorale era larga.

Voglio qui ricordare Giovannino, perché il suo esempio possa essere ancora attuale. Non dimentico che in due campagne elettorali amministrative ci siamo trovati su due fronti opposti sempre nell'ambito del centrosinistra. Anche in quelle occasioni, la mattina successiva alle elezioni, con ancora calde le urne, ricordo che era sempre lui a dire "oggi ci dobbiamo vedere" ed era lui stesso ad organizzare le riunioni per ricucire e ritrovare l'unità per meglio governare Ceccano.

Ricordiamo Giovannino, per la sua coerenza, e come uomo di partito. Ancora prima Giovanni era stato sindacalista, importante dirigente provinciale dei metalmeccanici. Ricordiamo le sue doti amministrative, il suo fiuto nel cogliere le novità. Giavannino, infatti, è stato il primo a Ceccano a capire il valore che le liste civiche potevano avere nelle elezioni amministrative comunali. Liste civiche non intese in contrapposizione ai partiti, ma in molti casi quello era un modo per stabilire nuovi rapporti dei partiti con la città.

Giovanni è stato un amministratore attento e oculato nello spendere il denaro pubblico. E soprattutto era dotato di un forte spirito unitario. Perché in politica da soli non si va da nessuna parte.

Ceccano ha avuto nei decenni una classe dirigente autorevole, non autoreferenziale. Autonoma in molte decisioni, con il dovuto rispetto verso i partiti a livello provinciale e regionale. Con un sano orgoglio Ceccanese, partendo dal fatto che nessuno meglio di noi conosce il territorio e, quindi, può essere protagonista nella elaborazione programmatica e nel trovare unità di intenti per dar vita a coalizione vincenti.

Qui, oggi, siamo nel ricordo del passato del glorioso partito socialista, la grande madre di tutti i partiti della sinistra italiana. Orgogliosi delle nostre radici, dobbiamo guardare con coraggio, forza e passione verso il futuro. Dopo le sconfitte e il fallimento del governo del centrodestra nella nostra città, tocca adesso a noi tutti aprire una nuova strada all'insegna di una vera unità della sinistra e di un centrosinistra capace nuovamente di parlare a tutti i settori della nostre città.
⁠Dobbiamo entrare in tutte le pieghe della società Ceccanese, e lo dobbiamo fare attraverso l'elaborazione di un rinnovato programma politico amministrativo che metta Ceccano al centro di un vasto territorio, per essere protagonisti di un radicale camminamento: per determinare sviluppo, lavoro e progresso!